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Unione Montana della Valle del Boite

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


LE TRADIZIONI DELLA MONTAGNA

I mille aspetti di un sapere antico

NonneNei paesi delle vallate dolomitiche della provincia di Belluno sopravvivono antiche tradizioni, parlate originali, usanze e costumi di un tempo, metodi di lavorazione della terra degli avi, tipologie costruttive delle abitazioni rurali, ricette popolari di una cucina povera ma necessariamente fantasiosa. Mille aspetti di un sapere antico, talora difficili da individuare nel grande stravolgimento causato dal mutamento economico e sociale sopravvenuto con l’abbandono delle attività agricole, pastorali, di lavorazione del legname, a favore dell’industria del turismo o dell’occhialeria o dell’artigianato. In altri momenti invece gli aspetti di una originale cultura locale riemergono prepotenti, facili da individuare, quasi ostentati da chi intende riaffermare la propria appartenenza, le proprie radici, l’attaccamento alla terra, alla montagna.

Siano antiche cerimonie religiose legate ai momenti più significativi della liturgia cattolica, oppure riti pagani propri del mutare delle stagioni, o momenti di festa e di allegria come il Carnevale, certe occasioni si rivelano più propizie per la riscoperta di antiche tradizioni ben presenti nei paesi. Il viaggio nella tradizione dei paesi della valle del Boite riserba ogni volta sorprese e gratificazioni. Basta informarsi, dove e quando, per vivere, anche da soli spettatori, una esperienza che non si dimentica.
 
Le Dolomiti, grande parco turistico, erano e sono le cime più spettacolari del mondo. In questo meraviglioso scenario posto nel  nord-est  Veneto, regnano, grandi protagoniste, la valle del Boite e l’Ampezzo. Per questi centri  di villeggiatura estiva e invernale il turismo è caposaldo economico di fondamentale importanza. I cespiti maggiori giungono infatti proprio dal turismo, articolato in tutte le sue sfaccettature. Cortina, oltre ad essere una delle stazioni montane più attrezzate e famose del mondo, capitale dello sci, è anche un centro mondano, ritrovo di vip. L’Ampezzo, infatti è una terra di incredibile bellezza, racchiusa tra il più bel complesso dolomitico della regione alpina, mentre le montagne del Cadore ricordano quelle dipinte da Tiziano nelle sue tele più famose. Dopo Cortina, è San Vito il paese che vanta maggiori crediti turistici sia per la sua posizione gradevole e accattivante sia per le dotazioni specifiche.  Ma anche gli altri paesi del comprensorio, Borca, Vodo e soprattutto Cibiana, paese dei murales e sede del “museo tra le nuvole”, recitano il loro ruolo diversificato che concorre a disegnare il quadro complessivo.

Nelle Dolomiti vivono ancora, protette da una vocazione che coinvolge tutti i paesi,   le antiche tradizioni che si tramandano da generazioni. A Cortina ancora oggi in occasione dei matrimoni si pratica la caratteristica “stanga”. Prima di entrare in chiesa i giovani sposi devono superare un severo esame da parte degli amici che li sottopongono a prove sportive, di abilità, di ingegno, prove legate alla professione che gli sposi esercitano. Nella valle del Boite, invece, alla vigilia dell’Epifania i ragazzi vanno ancora di casa in casa a cantare la nascita di Gesù e la storia dei Re Magi. Portano in mano una stella di carta d’argento con la candelina accesa e ricevono in compenso frutta, dolci o denaro. Quello stesso giorno le donne puliscono il focolare, da dove scenderà la "Redòsola", una creatura malefica ben lontana dall’immagine bonaria della nostra Befana.

Le valli cadorine sono abitate, secondo la leggenda anche dalle “Anguanes”, creature dal corpo di donna e dai piedi di fauno considerate a volte benefiche a volte malefiche. Nessuno le ha mai viste perché preferiscono l’oscurità: dispettose e imprevedibili, si prendono gioco degli uomini  facendo solo intuire la loro misteriosa presenza.  Priva di qualsiasi intento negativo, ma dipende da come lo si ascolta, è infine la figura del Mazarguò: spiritello allegro pronto a giocare scherzi ai più creduloni, spauracchio usato dalle mamme per far ubbidire i bambini e protagonista delle leggende raccontate ai bambini della valle. Valli che ancora oggi riescono a rispettare e a mantenere integre nel loro significato culturale le tradizioni, gli usi e, per quanto possibile, i costumi.

Basti pensare ai cori di montagna, ai corpi musicali, ai gruppi che indossano gli antichi abiti, ai “carri storici”, alla filodrammatica (Cortina), al balletto del gruppo ladino (Oltreciusa),  alle innumerevoli associazioni culturali e sportive che “servono” la comunità cui appartengono ma soprattutto che appagano il desiderio di non recidere il filo che lega passato a presente.

Luoghi che si sono lasciati contagiare solo marginalmente dalle mode passeggere e dalla vita di oggi che tutto omologa. Luoghi che durante le stagioni estive amano rappresentare ed esibire le loro specificità e, in definitiva, il loro amore per la storia e le storie del passato.

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